
Stamattina ero in sala d’attesa. In ospedale. Una vecchia piangeva a voce alta: – Santu Rocco meu, uh, Santu Rocco meu!
Dall’altro lato della stanza, due magrebini in coppia sciorinavano litanie sottovoce. Io leggevo Baricco svuotata di senso. Non sapevo chi o cosa pregare. David Bowie non lo sentivo.
A un certo punto sono andata dalla vecchia e le ho regalato un’immaginetta di Santa Lucia che mi portavo dietro da tanto tempo. Mi pareva di abbracciare la mia bisnonna: anche lei chiamava giù tutto il paradiso stringendo in mano i santini ( o anche le figurine Panini o le carte dei Pokemon, quando ha smesso di vedere). Questa vecchina però non era bianca come la mia bisnonna, e non aveva la sua stessa pelle liscia. Eppure era proprio nonna Rosina mentre le mettevo quel fogliettino di carta tra le dita: – Chi è?
- E’ Santa Lucia.
- Uh, Santa Lucia, la più bella di tutte, Santa Lucia! E me la lasci?
- Ma certo che gliela lascio.
- Grazie, sono contenta, uh, Santa Lucia!
L’ho abbracciata e le ho detto di star tranquilla che andrà tutto bene. Lei ha semplicemente cambiato litania: – Oh Santa Lucia, Santa Lucia bella! Oh, la più bella, la più bella di tutte, Santa Lucia! – dopo un po’ l’hanno spostata in un altro reparto.
Niente logora come attendere una brutta notizia. Di colpo ho paura di perdere tutte le cose scontate di cui mi sono lamentata finora. Ho paura. Una fottuta paura che succeda a noi, alla mia famiglia che mi è sempre sembrata eterna e invincibile. Combatterei, se sapessi cos’è. E invece i giorni scorrono come le perle di quel rosario algerino della ragazza di fronte a me, inutilmente uguali davanti a un Dio che non sai se sente o no. Le diagnosi si sovrappongono come tratti disordinati su un dipinto cubista. Certe ore speri. Altre disperi e inizi a pensare cose orrende come “I matrimoni mi fanno già abbastanza schifo così, senza di lei sarà del tutto privo di senso sposarmi” o “Alla mia laurea voglio che lei sia in prima fila con la matita sulla bocca” o anche “Non è riuscita a insegnarmi a cucinare”. Poi finisci su Internet a cercare diagnosi alternative che definiscano quel grumo di cellule in un modo diverso da quello che temi: potrebbe essere una pseudociste determinata da una pancreatite acuta e posizionata in un posto particolare. Potrebbe benissimo essere una malformazione genetica. E poi certo, forse è un tumore (probabilmente benigno o ai primissimi stadi, viste le analisi del sangue degne di una salutista vegana). E’ soltanto un’ipotesi. Una contro tre. Ci sono due probabilità su tre che non lo sia. E se anche lo fosse, la medicina ha fatto progressi notevoli negli ultimi tre anni, i tumori al pancreas si curano, ci sono pazienti che vivono senza pancreas prendendo ormoni come si fa con una tiroide pigra.
Ascolta, David Bowie, prenditi quello che vuoi ma lasciami la mia Marilyn. Abbiamo ancora così tante Colazioni da Tiffany da vedere. Non conosce i suoi nipotini perchè non li ho ancora neanche pensati. So già con precisione come organizzarle la festa per i cinquant’anni. Ha i migliori capelli del mondo che neanche Marilyn, non lasciarli cadere.
